sabato 12 dicembre 2009

Gli stadi italiani sono improponibili. Scusate l'ovvietà...

Mancano due mesi alla consegna all'Uefa dei dossier dei paesi candidati all'organizzazione degli Europei del 2016. Nella lista c'è anche l'Italia, oltre a Francia e Turchia, mentre è in dubbio l'accoppiata Norvegia-Svezia. La grande favorita è la Francia, anche perché l'Italia è fin troppo indietro dal punto di vista degli stadi. A questo riguardo suggerisco una lettura costante del blog Spy Calcio di Fulvio Bianchi su Repubblica.it per capire bene la situazione.
Il breve ragionamento che voglio fare non è legato soltanto al discorso Europei. Dal prossimo anno il calcio italiano sarà spezzettato all'inverosimile per far piacere alle tv (che sborsano parecchi soldi) e per acchiappare nuovi mercati (vedi partita all'ora di pranzo per venire incontro al pubblico asiatico). Dal punto di vista del business è una scelta impeccabile, almeno così si direbbe. Invece nessuno, o quasi, si preoccupa di velocizzare il processo di ammodernamento degli stadi. Sono la scenografia dello spettacolo Serie A e somigliano più a dei vecchi teatri polverosi e fatiscenti che non ad impianti adeguati al secondo campionato di calcio del mondo (dopo la Premier League, ovvio).
Stasera il prato del San Nicola di Bari era in condizioni pessime e dire che insieme a San Siro e all'Olimpico di Roma sono gli unici stadi a posto per una candidatura europea. Oggi pomeriggio riflettevo sul Sant'Elia, con quella orribile doppia fila di tribune.
Qualcosa si muove, ad esempio la Juventus che sta costruendo il suo stadio, ma è soltanto qualcosa. Sulla carta ci sono tanti progetti: Roma, Lazio, Fiorentina, Sampdoria e altre hanno presentato disegni e/o plastici, ma tutto è fermo lì. Così come è bloccata la legge bipartisan sull'impiantistica sportiva, impantanata in Parlamento.
Credo che ogni ritardo sugli stadi sia un'occasione persa per rilanciare una delle principali industrie italiane: il calcio. I nostri impianti hanno un'età media di quasi settant'anni, circa ventincinque in più rispetto a quelli tedeschi e spagnoli. In Inghilterra ci sono stadi nuovissimi e altri che sono anche più vecchi di quelli nostrani, ma con una manutenzione che le nostre arene si sognano.
Insomma siamo in coda, in una condizione quasi disperata. Poco male: noi italiani diamo il meglio di noi stessi soltanto quando c'è da curare, mai quando c'è da prevenire o da progettare il futuro. Se tanto mi dà tanto, presto la situazione si risolverà... spero.

martedì 8 dicembre 2009

Inter-Rubin, Mourinho sfida i giornalisti sulla formazione. Secondo me gioca...

Mourinho superstar in conferenza stampa. Ormai è un'abitudine. Oggi l'ultimo show.
Niente di eccezionale rispetto ad altre volte. Ha semplicemente tenuto top secret la formazione per la partita di domani sera con il Rubin Kazan, aggiungendo di conoscerla soltanto lui e sfidando i giornalisti ad azzeccare gli undici che manderà in campo per la decisiva sfida di Champions League con i russi.
Lo Special One lancia la sfida, io provo a raccoglierla. Per gioco, naturalmente.
Allora ragioniamo. In porta ci sarà Julio Cesar e questo è certo. In difesa manca Chivu, squalificato, e questo apre un buco sulla fascia sinistra. Ci andrà Zanetti, con Maicon che torna sulla destra, Lucio e Samuel saranno i centrali.
Dato per certo che davanti giocheranno Milito ed Eto'o (così non fosse, sarebbe davvero una sorpresa...), a centrocampo il rombo dovrebbe prevedere Cambiasso posizionato al vertice basso, Stankovic e Muntari intermedi, Sneijder vertice alto. Questo se l'olandese sta veramente bene da poter giocare dal primo minuto, altrimenti Stankovic giocherà dietro le punte con Thiago Motta al fianco di Cambiasso e Muntari. Insomma scarto Motta, peraltro inguardabile sabato contro la Juventus. Azzardo:

JULIO CESAR – MAICON, LUCIO, SAMUEL, ZANETTI – STANKOVIC, CAMBIASSO, MUNTARI – SNEIJDER – MILITO, ETO'O.

Sir Josè, siamo tutti in attesa di una risposta.

lunedì 7 dicembre 2009

Il feticcio pallone: dal 1970 al 2010 tutti i "protagonisti" dei Mondiali

Il feticismo è una pratica religiosa che ha in alcuni oggetti i destinatari delle attenzioni, o forse sarebbe meglio dire delle adorazioni, da parte dei “fedeli” di questa forma di idolatria.
Ora, so bene che si tratta di una definizione frettolosa e sbrigativa, lungi da me qualunque velleità antropologica. Serve soltanto a dire che il feticismo si traduce in tante pratiche quotidiane che riguardano ognuno di noi, appassionati di calcio compresi.
Il pallone, ad esempio, è uno dei feticci per eccellenza del mondo dello sport. Nel calcio si affianca alle magliette, agli scarpini, o più recentemente ad altri oggetti come le maschere che proteggono nasi operati, occhiali speciali (Davids) o fascette “ordina capelli”.
Qualche giorno fa è stato presentato il pallone che sarà protagonista alla Coppa del Mondo che si terrà in Sudafrica il prossimo anno. Si chiama Jabulani, che nella lingua isiZulu significa “festeggiare”. Qui in basso vi propongo una galleria “feticistica” di tutti i palloni dei Mondiali di calcio dal 1970 ad oggi. Buona visione...

2010 – Sudafrica – JABULANI


2006 – Germania – TEAMGEIST


2002 – Corea del Sud e Giappone – FEVERNOVA


1998 – Francia – TRICOLORE


1994 – Usa – QUESTRA


1990 – Italia – ETRUSCO


1986 – Messico – AZTECA


1982 – Spagna – TANGO ESPAÑA


1978 – Argentina – TANGO ROSARIO


1974 – Germania Ovest – TELSTAR DURLAST


1970 – Messico – TELSTAR

venerdì 4 dicembre 2009

Coppa Italia dimenticata... rinnovarla all'inglese no?

Poniamo che si è giocata la Coppa Italia e che tu voglia saperne di più. Per esempio, conoscere il tabellone, i prossimi impegni ecc. Che cosa troviamo andando sui siti dei tre quotidiani sportivi nazionali? Troviamo poco...
Su Gazzetta.it non c'è nemmeno una sezione dedicata. Qualcosa che ha dell'incredibile se si considera che per alcuni campionati esteri sono indicati anche gli arbitri degli incontri. Su Corrieredellosport.it la sezione sulla Coppa Italia c'è, ma è incompleta. Ci sono le notizie, il sondaggio e la fotogallery, che però è aggiornata alla finale della passata stagione. Manca tutta la parte statistica: partite giocate, tabellone, marcatori... Tuttosport.com pareggia con il “fratello” Corriere, fatta eccezione per il sondaggio.
Il problema sono dunque Gazzetta, Corriere e Tuttosport? Nient'affatto. Il problema è della Lega Calcio e della Figc. Esperimentucci vari e riproposizione della finale a Roma non bastano: serve di più, soprattutto investire molto di più, per rilanciare la Coppa Italia. Magari ripensando la struttura della competizione.
Penso ad un incremento consistente del numero delle squadre sul modello dell'FA Cup (oltre 600), radicando così sul territorio la partecipazione a questa competizione e l'esistenza della stessa.
Bisogna ripartire dal popolo dei tifosi. Loro, che fanno i numeri, potrebbero godere per la loro squadra che affronta una big: che so, un Vigevano-Milan o un Pomezia-Napoli. Ma soprattutto, già da luglio, tante piccole squadre parteciperebbero alla Coppa Italia, l'unica esistente e per questo veramente importante. Via le coppe italia di C e D. Un'unica competizione con:

- 20 club di Serie A
- 22 club di Serie B
- 90 club di Lega Pro
- 162 club di Serie D

Così saremmo a 294. Ma il vero radicamento si avrebbe aggiungendo le squadre di Eccellenza:

- 16 club Friuli Venezia Giulia
- 16 club Liguria
- 54 club Lombardia
- 33 club Piemonte-Valle d'Aosta
- 33 club Veneto
- 16 club Trentino Alto Adige
- 18 club Abruzzo
- 36 club Emilia Romagna
- 36 club Lazio
- 20 club Marche
- 18 club Sardegna
- 34 club Toscana
- 18 club Umbria
- 16 club Basilicata
- 16 club Calabria
- 32 club Campania
- 16 club Molise
- 18 club Puglia
- 32 club Sicilia

Il totale dei club d'Eccellenza è 426, che sommato ai 294 precedenti darebbe 720 squadre iscritte. Per dare un parametro di riferimento, le ultime due edizioni della FA Cup (2008-2009 e quella in corso) hanno avuto 762 club partecipanti.
Ora, non spetta a me approfondire l'organizzazione della struttura di una coppa ad hoc, ma mi limito ad indicare qualche ideuzza suggerita dalla solita FA Cup:
- una serie di turni preliminari dai club di Eccellenza a quelli di Lega Pro che decreti 22 club che si aggiungono ai 42 di A e B per i trentaduesimi di finali.
- sorteggio integrale, senza teste di serie
- gare uniche con sorteggio del campo

giovedì 26 novembre 2009

... e ora Cassano in Nazionale. Parte ottava

Riporto alcuni passaggi dell'intervista concessa da Marcello Lippi a Gianni Perrelli de L'Espresso. Sono quelli relativi alla questione Cassano-Nazionale. Parole che, a sei mesi e mezzo dalla Coppa del Mondo, lasciano più che intuire una chiusura al talento barese della Samp.
Nel 2006 toccò a Panucci, ora a Cassano. Non è lo stesso caso, è vero, ma mi permetto di aggiungere che non è nemmeno lo stesso giocatore. Con Cassano l'Italia sarebbe un po' meno debole rispetto alle superfavorite Spagna, Brasile ed Inghilterra. Forse, però, anche stavolta la forza del gruppo farà la differenza. O forse no?

Il 4 dicembre a Città del Capo si svolgerà il sorteggio dei gironi preliminari. L'Italia è testa di serie in un torneo dove si sono qualificate tutte e sette le nazioni vincitrici del Mondiale.
"Al di là del valore degli avversari, sarà anche stavolta decisiva la motivazione di gruppo. Nel 2006, alla vigilia della semifinale con la Germania, radunai la squadra sul campo, estrassi un foglietto e dissi: ?Oggi niente allenamento. Vi terrò una lezione sull'unità di gruppo. Voi non avete neanche idea di quali livelli potete raggiungere con la compattezza e con la fiducia nelle vostre possibilità?". Da ciascuno dei miei giocatori pretendo che metta le sue qualità al servizio dei compagni. È l'unico modo che conosco per costruire una grande squadra".

In pratica ha già risposto perché non porterà Cassano in Sudafrica.
"È una sua considerazione".

Lei non sembra vivere con distacco questo tormentone.
"Vedo episodi brutti. Gente che cerca di sobillare. A Villafranca faccio entrare una scolaresca nel campo. Inneggiano a Buffon, Pirlo, Cannavaro. Poi un paio di ragazzini vengono avvicinati da un gruppetto di adulti e cominciano a gridare: Cassano, Cassano. A Cesena una Nazionale sperimentale, senza campioni del mondo, sta mettendo sotto la Svezia. Tutto fila liscio ma a un minuto dalla fine si alza il coro: Cassano, Cassano. A ?Striscia la notizia" si sono addirittura inventati che ce l'ho con Antonio perché fuori di una discoteca avrebbe preso a cazzotti mio figlio Davide. Quando invece loro due sono sempre andati d'amore e d'accordo. Tutto ciò a me sembra molto squallido".

In passato lei aveva espresso stima e perfino simpatia per Cassano. Proprio in un'intervista a ?L'espresso", prima del Mondiale tedesco, pronunciò queste frasi: "È un bravo ragazzo, contrariamente a quanto si dice in giro. Con me in Nazionale si è sempre comportato bene".
"Guardi, a me dispiace molto per lui proprio perché è un bravo ragazzo. Ma si è creata una situazione incredibile".

Gli manderà gli auguri per il suo matrimonio?
"Il 19 giugno? Non vorrei essere travisato".

In quell'intervista lei aggiunse: "Per un allenaallenatore è doloroso rinunciare a un grande talento".
"Confermo che è un talento. Anche Totti e Del Piero lo sono. Ho sempre detto che tutti hanno il diritto di sperare e sognare. Poi io maturo le mie convinzioni".


INTERVISTA A LIPPI - 1^ PARTE
INTERVISTA A LIPPI - 2^ PARTE